L'approccio metodologico "PME" - Project Management Empowement

 

Corso di formazione in Project Management

 

Nell’ambito della gestione di un progetto di successo, competenze manageriali quali abilità negoziale, leadership, capacità di infondere motivazione e risoluzione di conflitti costituiscono per il Project Manager un bagaglio essenziale.

 

Il moderno Project Manager è, alternativamente, un generatore di empatia ed un misuratore di feedback. Per questo motivo gli è necessaria la padronanza di strumenti che uniformino la gestione della relazione ai vari standard richiesti dal variare del contesto.

 

Questi strumenti sono parte di un “repertorio comportamentale” che già dagli anni ’50 è articolato come un “sistema” composto non solo dal linguaggio verbale ma soprattutto da gesti, movimenti del viso, contatti, distanza interpersonale, postura.

 

I moduli formativi sulle Conoscenze Comportamentali dei diversi standard di certificazione in Project Management codificano questi strumenti come “Soft Skills”: obiettivo del metodo PME (Project Management Empowerment) è la proposta di diversa valutazione del ruolo delle “Soft Skills” alla luce del contributo fornito dalle Neuroscienze Cognitive e del Comportamento emotivo.

 

La codifica e decodifica dei comportamenti motorio – gestuali, l’analisi del linguaggio “non verbale”, il controllo dei tentativi di manipolazione e l’identificazione degli indicatori di menzogna consentono al PM, al pari delle altre competenze “hard”, di:

 

innalzare lo standard nella gestione della relazione nel team di progetto;

 

allargare la strumentazione necessaria alla corretta gestione delle relazioni complesse;

 

approfondire la conoscenza del “proprio” modello di comunicazione.

 

L’approfondimento di questi temi, unitamente al confronto con gli utilizzatori finali, ha evidenziato con chiarezza quei comportamenti/competenze definiti “Soft skills”, che permettono al Project Manager di fare quella “differenza che fa la differenza”.

 

Questo nuovo approccio metodologico, elaborato e sperimentato dal Dott. Balzerani e dall’Ing. Colista, è definito PME (Project Management & Empowerment).

 

Il PME pone in atto una sorta di “rivoluzione copernicana” rispetto al concetto di Soft Skills, attribuendo loro un significato ed un contenuto scientifico decisamente più “centrale” nella conduzione e gestione dell’attività di progetto.

La convinzione sottostante questo approccio è che le “Soft Skills” siano tali dal punto di vista conoscitivo, ovvero sostanzialmente diverse dagli strumenti tecnici tipici del PM, ma che siano “Hard Skills” dal punto di vista dei risultati di progetto.
Per questo motivo, al tradizionale acronimo PM, è stata aggiunta la “E” di Empowerment, con il chiaro obiettivo di sostanziare i motivi di questa scelta metodologica prima di tutto nell'attività aziendale quotidiana e contemporaneamente nei moduli formativi erogati a tutti coloro che vogliono entrare in contatto con la cultura del Project Management ottenendone il massimo vantaggio professionale e personale.

 

 

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